Le pietre magiche 

  • Tre tavolini.
  • Qualche pennello.
  • Un po’ d’acqua.
  • Pastelli colorati.
  • Sale colorato.
  • La natura nei semi, nei chicchi di caffè, nelle pigne, nei rametti, nelle bacche, nelle foglie.
  • Un pezzetto di das.
  • Musiche natalizie di sottofondo, concentrazione e leggerezza nell’aria.

Ed ecco che i bambini, solo con le loro mani, danno forma alle loro “pietre magiche”, danno loro dei nomi, delle forme, dei colori, dei poteri.

Questa era l’idea iniziale, inizialmente seguita e sviluppata: ma i bambini, come sempre, ci stupiscono; ed esplorando e giocando trovano ispirazione, vedono una piuma di un indiano in una foglia, vedono delle antenne in un rametto, vedono l’acqua di una fontana nel sale azzurro, vedono due occhi nei chicchi di caffè, vedono un alveare in una pigna… E ci ritroviamo tutti a lavorare questa pasta un po’ magica, aggiungendo pezzetti di natura, appallottolandola e stirandola, finché non arriviamo ad aver prodotto pietre magiche e tanto altro: una fontana, un castello, un pupazzo di neve, una stella, dei bassorilievi astratti, un orsetto, dei buffi personaggi dai nomi strani…


I bambini sono euforici nel mostrarci le loro creazioni, impastati di das e colori fino alle orecchie. Dopo esserci ripuliti, tutti su in biblioteca, dove ci aspetta il secondo momento del nostro pomeriggio: una leggistorie ci racconta la favola “La voliera d’oro”, e i bambini, a bocca spalancata, ascoltano con le orecchie e con gli occhi la storia di una bambina capricciosa che desidera vuole pretende tutti gli uccelli più belli e rari del mondo, forse inesistenti.

Dopo il racconto i bambini possono sbizzarrirsi ancora un po’, sprigionare la loro fantasia dando vita al loro uccello fantastico, in un laboratorio di collage e disegno.

Alla fine siamo stanchi e felici. Abbiamo visto i bambini liberi di muoversi, di scoprire, di provare e riprovare, di inventare, di sporcarsi e di impiastricciarsi, e questa libertà ha permesso loro di sprigionare tutta la fantasia e di arrivare a grandi cose partendo da quelle più semplici, come una foglia o un seme.
E noi, “grandi”, abbiamo ancora una volta imparato da loro, ci siamo lasciati guidare dalle loro mosse, dalle loro idee, dalla loro capacità di vedere cose che noi non vediamo, di trovare ovunque la magia.

Guardiamo i bambini e le loro creazioni per entrare con gli stessi occhi stupiti, con la stessa fantasia, la stessa semplicità nello spirito del Natale.

Buon Natale a tutti!

Alessandro, Mattia, Laura

 

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