L’OrtoGiardino: il luogo del coltivare

In continuità con l’incontro “FUORI”, tenutosi nel mese di maggio, Ortofficine Creative ha previsto un secondo appuntamento, sempre rivolto a docenti ed educatori, sul tema dell’ortoterapia e dell’educazione in natura.

Ancora una volta l’attenzione per i bambini …. e ancora una volta temi di agricoltura sociale, così cari ad Ortofficine ….

Nicoletta Caccia, relatrice dell’intervento di oggi, ci ha parlato di Ortoterapia … “L’ORTO GIARDINO”, per l’esattezza, “il luogo del coltivare”, dove l’orto non è tanto luogo finalizzato alla produzione, quanto uno spazio di gioco, sperimentazione, condivisione, partecipazione ….

. e un luogo all’aperto, prima di tutto

Una piccola indagine, svolta da Nicoletta in apertura del suo intervento, ha messo in luce che lo stile di vita delle famiglie e l’organizzazione delle scuole non rispondono sufficientemente al bisogno di tempo all’aria aperta dei giovani.

Il contatto con la natura e con tutti i suoi elementi, sole, pioggia, neve, vento, … è fondamentale per il benessere fisico e psichico degli individui …. e indispensabile per lo sviluppo emotivo di bambini e ragazzi.

L’ORTO-GIARDINO costituisce una grande opportunità da questo punto di vista, offrendo ai suoi giovani utenti “un’esperienza di vita” per tutte le stagioni, che consente loro di relazionarsi con la natura in modo diretto e materiale, sporcandosi le mani e mettendosi in gioco … in un contesto di gruppo che incentiva dinamiche di collaborazione e rivela il piacere della condivisione ….

. coltivare relazioni

Nell’ORTO-GIARDINO si coltivano piante, fiori, ortaggi, … ma si coltivano soprattutto relazioni.

Relazioni con i compagni di gioco, con l’adulto che li affianca, con la natura circostante … tutti aspetti fondamentali per la crescita e lo sviluppo individuali … ma è soprattutto sul significato di “rapporto di cura” che Nicoletta desidera soffermarsi.

Le piante sono creature viventi e, come tali, hanno bisogno di attenzione, di dedizione, di cura, appunto. Il bambino, coinvolto in questa relazione, sarà in grado di comprenderne il valore, con grandi risultati a livello di sviluppo delle capacità affettive, responsabilità e autostima …

…. sviluppare anche pazienza e senso del tempo

Fin dai primi giorni successivi alla semina, il piccolo coltivatore dell’ORTO-GIARDINO vorrebbe raccogliere i frutti del suo lavoro.

Ancora non sa, ma imparerà presto, che solo tempo e pazienza porteranno a compimento ciò che è stato avviato con grande impegno e tanta cura ….

. lavorare su competenze e punti di forza

L’ORTO-GIARDINO è uno spazio di inclusione e accettazione, nel quale riscoprire competenze e abilità individuali, grazie a un lavoro che punta sullo sviluppo dei punti di forza anziché sulle carenze.

Uno spazio in cui l’errore è contemplato, e il fallimento è vissuto quale momento indispensabile all’apprendimento e alla crescita personali, senza ripercussioni sull’autostima o sulla consapevolezza delle proprie capacità.

Non solo “fare”

L’ORTO-GIARDINO è un’opportunità per fare tante cose, ma anche “non fare” può essere una valida opportunità …

Nell’orto infatti si può anche stare … semplicemente …, oziare senza fare nulla, poiché “la natura ha in sé tutto ciò che serve per farci stare bene”, come osserva Nicoletta.

Contemplare, ascoltare, fiutare, sono modi inattivi di essere nella natura, ma che ci consentono di beneficiare appieno della sua bellezza e delle sue potenzialità rigenerative.

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